Ragusa Ibla, Donnafugata, Punta Secca e Modica

Ragusa Ibla, Donnafugata, Punta Secca e Modica 2017-03-07T18:27:11+01:00

Project Description

Ragusa Ibla, Donnafugata, Punta Secca e Modica

Da Ragusa | Giornata Intera

Ragusa Ibla

  • Giardini pubblici
  • Palazzi, chiese, conventi
  • Portale di San Giorgio

Donnafugata

  • Castello di Donnafugata

Punta Secca

  • Casa del commissario Montalbano

Modica

  • Corso Umberto
  • Duomo di San Giorgio

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Ragusa Ibla

Oggi visiteremo due cittadine siciliane che furono completamente distrutte da un disastroso terremoto nel 1169. L’area venne ricostruita seguendo criteri architettonici ispirate da un nuovo stile barocco, dove famiglie nobili e i nuovi ricchi della borghesia massara, la classe media del ceto agrario, entrano in competizione per mostrare il loro potere sociale costruendo palazzi e chiese molto belle ed originali.
A Ragusa Ibla, la città vecchia, visiteremo i giardini pubblici che si affacciano su dei canyon calcarei abitati sin da tempi antichissimi. Dai giardini scorgeremo le pendici della vecchia e della nuova città con l’inconfondibile sagoma delle chiese di San Giorgio e di San Giovanni Battista della nuova città di Ragusa. Durante una rilassante passeggiata saremo sedotti dalle forme sinuose dei tanti palazzi, chiese, conventi e monumenti fra cui spicca il portale di San Giorgio vecchio del 1400. Sarà anche eccitante e divertente giocare a perdersi tra i mille vicoli di Ibla…


Donnafugata
Lasciata Ragusa Ibla proseguiamo verso il castello di Donnafugata, residenza in stile neogotico catalano, edificata dalla nobile famiglia Paternò Arezzo di Ragusa come dimora estiva, ma anche per rimarcare la propria presenza sociale nel vasto territorio agrario da essi posseduto e che aveva dato immense ricchezze alla famiglia. Il castello è un esempio unico che combina architettura inusuale e quasi esotica, un meraviglioso parco provvisto di alcune stravaganti invenzioni come un labirinto, fontane e alberi secolari. Il castello ha una notevole sala d’armi con armature e stemmi araldici delle famiglie siciliane più influenti del tempo, la sala da ballo, quella degli specchi, la sala da biliardo e tante altre che ci danno l’idea di quanto faticosa fosse la vita dei nobili a quel tempo…


Punta Secca
Lasciata Donnafugata, proseguiamo attraversando campi con muretti a secco, alberi di carrubo dalla folta chioma e sonnacchiose mucche che qui pascolano e fanno produrre alla provincia di Ragusa eccellenti formaggi sin da tempi antichi.
Prima di procedere verso Modica, una deviazione ci porta a Punta Secca per gustare una granita mentre si passeggia sui luoghi dell’ispettore di polizia Montalbano e della sua celebre casa sul mare.


Modica
Modica è una cittadina elegante posta a cavallo di due colline attraversate da due rami di fiumi confluenti oggi convoglianti nella strada principale che è corso Umberto.
Tra i gioielli di Modica, spicca il Duomo di San Giorgio, chiesa a cinque navate e con una scenografica campanaria torre facciata che la rende unica nel contesto del paesaggio urbano. La città fu una delle più potenti in Sicilia durante l’età della famiglia Grimaldi tra il 1600 e il 1700; qui gli Spagnoli introdussero il cioccolato dalle Americhe che avrebbe successivamente, alcuni secoli dopo, attratto tanti turisti alla visita di Modica e dei suoi scorci barocchi.

Ragusa e Ragusa Ibla
Ragusa e Ragusa Ibla sono due componenti della stessa città costruita su due aree diverse di una collina e riunite amministrativamente solamente agli inizi del Novecento. La loro storia è collegata al terribile terremoto del 1693, quando gli abitanti si divisero sul luogo dove ricostruire la città: da una parte l’aristocrazia conservatrice, dall’altra la nuova classe media e imprenditoriale dei contadini “massari”.
Il nome di Ragusa Ibla deriva dal leggendario re Siculo Hyblon, re dei Siculi che abitavano il pianoro cinto da due fiumi e dalla parola Heraia, dal nome della dea Era protettrice delle messi.
Il luogo è stato sempre frequentato da epoche preistoriche vista l’abbondanza di ripari naturali, l’abbondanza di acqua e la possibilità di usare i fiumi come vie di comunicazione da un luogo non troppo vicino ai pericoli dal mare, ma nemmeno troppo lontano utile per sfruttarne i benefici delle rotte commerciali fluviali.
Romani, bizantini e arabi la ritennero un luogo ambito. I primi la dichiararono città decumana, i secondi la fortificarono e gli ultimi faticarono a sottometterla dopo varie guerre e in cima alla collina eressero un castello. Molto attive furono, come altrove nell’area, le comunità giudaiche che occuparono un quartiere marginale. Durante il periodo arabo si organizza il territorio circostante in casali e tipici terrazzamenti, ma si stimola la scoperta e introduzione di nuove colture, come il cotone per esempio.
I Normanni introducono il culto di San Giorgio, Santo oggi molto caro ai ragusani e rinforzano l’identità cristiana con la costruzione del primo duomo dedicato a San Giorgio. Il medioevo feudale vede l’alternarsi di dinastie al comando e nel Cinquecento entra a far parte della Contea di Modica, godendo di ampia autonomia politica ed economica.
In questo periodo nasce l’enfiteusi, cioè la concessione a lungo termine di terreni prima incolti che adesso vengono dati a gruppi di contadini che allargando lo sfruttamento in successione ai proprio familiari, favoriscono imprenditoria agricola moderna e anche una forma di rotazione agraria. Questo favorisce il surplus di grano, il cambiamento del paesaggio agricolo, l’accumulo di ricchezza e l’ascesa sociale che presto concorrerà con quella nobiliare, poco incline al cambiamento.
Il terremoto del 1693 devasta la città ed intere famiglie vengono sterminate, a volte non lasciando nessun erede. Questo è il momento in cui l’ascesa della nuova classe media e agricola dei massari prende decisioni forti e da vita alla fondazione di una nuova città nella parte alta, mentre i nobili riutilizzano, spazi, risorse e pietre dello stesso sito. Non è solo una storia di decisioni urbanistiche, ma soprattutto sociali che incideranno a lungo nella storia di Ragusa. Qui viene costruita una nuova Cattedrale e la nuova città segue l’andamento di strade parallele e perpendicolari tipico delle città moderne.
Ragusa Ibla ha il suo prestigio ed eccellenza quando vengono costruiti palazzi nobiliari e chiese barocche, con mascheroni a supporto dei balconi e sinuose forme decorative. Il suo prestigio si regge fino agli inizi del Novecento, quando ormai il senso pratico di vivere in una città moderna più a monte prevale, su quello effimero dell’aristocrazia di un tempo che trova la sua ultima espressione sociale con il circolo di conversazione. Poi inizia un lento declino che porterà Ragusa Ibla ad essere popolata solo da tenaci anziani fino a decadere ed essere quasi abbandonata fino agli inizi degli anni Novanta.
Da quel periodo Ragusa Ibla viene rivalutata, le sue chiese, palazzi e monumenti dichiarati patrimonio Unesco più tardi nel 2005, case, chiese gloriose e quartieri restaurati, una miriade di bed and breakfast sostituiscono vecchie case disabitate e la trasformazione è compiuta.
Oggi Ragusa Ibla è uno dei luoghi più affascinanti in cui molti ritrovano una dimensione di intimità e scoperta dei tempi andati, semplicemente passeggiando tra i suoi mille vicoli tortuosi e nascosti, lasciandosi anche sedurre dai suoi mascheroni tipici di Palazzo Cosentini, Palazzo La Rocca, Palazzo Zacco e tanti altri da scoprire.
La piazza del Duomo di San Giorgio presenta la chiesa in un asse non regolare con la piazza in pendenza e questo rende il luogo ancora più suggestivo.
La scoperta del petrolio negli anni Cinquanta, seguente e complementare a quella dell’abbondante asfalto e pietra pece delle miniere hanno fatto da traino all’economia e più recentemente altri input turistici, come l’ambientazione qui di tanti episodi della celebre serie TV “Montalbano” che ha ispirato un turismo non di massa, ma dosato e apprezzato da tutti.


Donnafugata
Il castello d Donnafugata si trova nella campagna ragusana in un luogo circondato da muri a secco in pietra e carrubi millenari a metà strada tra il mare e Ragusa, sugli altopiani iblei. La prima costruzione risale al Quattrocento e il nome deriverebbe dalle parole arabe fonte della salute oppure alla storia della Donna contessa di Navarra a lungo inseguita da un conte desideroso e che trovo riparo qui fuggendo (donna fugata).
Il castello viene poi ampliato, arredato e decorato con il gusto dell’architettura neogotica catalana di fine settecento grazie al ricco nobile Barone Corrado Arezzo.
Attiguo al castello c’è un grandissimo parco con un labirinto, fontane, alberi secolari che avevano un tempo lo scopo di sorprendere e far divertire gli ospiti.


Punta Secca e Donnalucata
Donnalucata e Punta Secca sono due borghi marinari sulle coste sabbiose nel sudest dell’isola. I due villaggi di pescatori sono stati abitati da periodi antichissimi e sono stati teatro di numerose battaglie tra Arabi e Normanni nell’undicesimo secolo. La tipicità di luoghi poco conosciuti, la ricchezza del paesaggio costiero e dei mari pescosi e il modo di vivere genuino dela gente del posto hanno reso queste due ampie baie ideali per ambientare scene di vita siciliana della celebre serie TV il commissario Montalbano. Punta Secca è il luogo dove l’ispettore si ristora nelle acque di fronte alla casa sul mare alla fine di una piccola baia sabbiosa; Donnalucata è un altro luogo dove spesso avvengono incontri con testimoni, presunti delinquenti e semplici persone di passaggio. In entrambi i luoghi Montalbano consuma i suoi pasti a base di pesce che richiamano benissimo sia la vocazione marinara e autentica dei luoghi che della cucina siciliana.


Modica
La città ha più di 3000 anni si storia. Le tre colline su cui si sviluppa oggi la città e due fiumi confluenti in uno a valle, furono un buon luogo sicuro dove vivere; più tardi i Siculi si sarebbero insediati qui, trovando riparo e protezione vivendo nelle tante grotte sui pendii.
Greci, Romani, Bizantini ed Arabi lasciarono tracce importanti della loro presenza qui.
Con i Bizantini fu un importante fortezza, mentre gli Arabi cambiarono leggermente il nome greco Motyca in Mohac ed organizzarono il territorio circostante in terrazzamenti, implementando l’agricoltura.
Dopo gli Arabi, Normanni, Angiovini ed Ebrei resero questo luogo un importante centro sulle rotte del commercio che fu molto prosperoso.
Modica ebbe anche una delle più grosse e vitali comunità ebraiche della Sicilia di quel tempo.
La famiglia Chiaramonte, di origine normanne, inizio il periodo d’oro della Contea di Modica. Dopo i Chiaramonte, un’ altra famiglia di origine spagnola, i Cabrera-Henriqez qui governarono fino al Settecento inoltrato.
Durante questo periodo, la Contea e la famiglia ebbero un enorme prestigio e potere attraverso la Sicilia dal momento che potevano battere moneta e il territorio si estendeva quasi fino alle porte di Palermo.
La prosperità della città si espressero nella costruzione di chiese meravigliose come San Giorgio e San Pietro assieme agli splendidi monasteri e conventi, spesso finanziati dalle famiglie locali.
Il sisma del 1693 distrusse la città e le sue tracce medievali. Solamente una torre del Castello dei Conti sopravvisse di un massiccio sistema di mura che circondavano la parte più alta della collina centrale.
Tuttavia un nuovo impulso venne dato alla città che ebbe una rinascita economica con la costruzione non solo di edifici religiosi, ma anche di splendidi palazzi in stile Neoclassico e Liberty ed il teatro lungo la strada principale.
Nel 1900 Modica fu una cittadina vibrante e la buona qualità del cibo e le sue tradizioni culinarie ispirarono i locali a riscoprire le sue ricette antiche come quella del cioccolato che risaliva alla dominazione spagnola.
Il cioccolato è oggi una importante risorsa economica che attrae turisti per una degustazione del cioccolato al peperoncino o gli altri diversi ingredienti aggiunti dalla creatività dei Modicani.
Il Duomo di San Giorgio è uno degli esempi migliori di chiese barocche in Sicilia grazie alla architettura e alla sua posizione in cima una scalinata di 250 gradini.
San Petro e Santa Maria di Betlemme sono altre chiese, collocate un po’ più in basso che vi stupiranno sicuramente con i suoi scrigni segreti.
Oggi Modica vive di attività legate all’agricoltura, ma anche di turismo negli ultimi vent’anni soprattutto da quando le sue chiese e monumenti sono stati dichiarati siti Unesco.

  • Autovettura privata Sedan o Viano Mercedes fino a sette posti
  • Autista privato parlante la vostra lingua
  • Carburante, pedaggi e spese di parcheggio
  • Autovettura e autista privato a disposizione fino a quattro ore per servizi di mezza giornata
  • Autovettura e autista privato a disposizione fino a otto ore per servizi di giornata intera
  • Bottiglia di acqua a bordo a disposizione
  • Soste, visite e guida panoramica dei luoghi descritti dall’itinerario

     NON SONO INCLUSI

  • Ingressi ai siti archeologici, chiese e musei
  • Degustazioni di prodotti, wine tasting o esperienze culinarie quando sono opzionali
  • Gratuità per l’autista (si suggerisce il 10% se ampiamente soddisfatti del servizio)
  • Guida turistica regionale autorizzata
  • Pasti, wine tasting o esperienze culinarie di cooking class se non già incluse nell’itinerario
  • Noleggio yachts, elicottero e aereo privato complementare ai nostri servizi di trasporto

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